Image
Top
Navigation
Marzo 3, 2015

Naming: gli errori da evitare nella scelta del nome della propria azienda

shutterstock_187761050Ogni nascita è accompagnata dall’assegnazione di un nome e così come i genitori si impegnano per trovare il giusto nome da dare ai propri figli così aziendeimprenditori, ancor più, dovrebbero farlo con i loro prodotti, servizi e domini.

Si tratta del naming, un aspetto fondamentale del marketing che spesso, però, viene sottovalutato, soprattutto per quanto riguarda piccoli e medi imprenditori.

Si crede, a volte, che possa bastare usare le iniziali dei soci, il cognome del commerciante, qualche nome prestato da film, serie tv, canzoni, o, peggio ancora, si opta per nomi scontati e semplici. Ma il nome, bisognerebbe tenerlo sempre a mente, è il primo biglietto da visita di prodotti e servizi ed è per questo che è importante, al momento del lancio di un prodotto o dell’apertura di un negozio o di un’azienda, piccoli o grandi che siano, investire prima di tutto sul naming, trovando un nome efficace e vincente, che differenzi il prodotto, il servizio o l’attività commerciale dai suoi concorrenti e conquisti e fidelizzi i consumatori.

Diventa fondamentale, perciò, affidarsi all’aiuto di esperti, non solo di marketing e comunicazione, ma anche psicologi, linguisti, traduttori, legali. Infatti, se un buon nome può permettere di ottenere le preferenze dei consumatori, fino alle volte a diventare addirittura appellativo di un’intera categoria di prodotti (pensiamo allo “scotch”, una marca di nastro adesivo diventata ormai il nome di tutti i tipi di nastro adesivo, o lo “scottex”, i “clinex”, ecc.), un nome sbagliato, al contrario, può costare molto all’azienda, in termini di immagine ma anche di denaro.

Tante sono le scelte infelici di naming fatte dalle aziende: quali sono, quindi, gli errori da evitare?

Innanzitutto, bisogna stare attenti a non creare misunderstanding e situazioni imbarazzanti a livello semantico: se, infatti, per una lingua un termine può essere del tutto innocente e positivo, quello stesso termine in un’altra lingua o cultura può avere significati imbarazzanti e/o non attinenti, e questo può spingere quella fetta di fruitori a non apprezzare, evitaresminuire quel determinato prodotto (si pensi, ad esempio, a “Gerber”, azienda americana di prodotti per l’infanzia, il cui nome, innocuo in lingua inglese, difficilmente può funzionare, però, in Francia, dove significa “vomitare”!). Perciò, onde evitare tali imbarazzanti equivoci, è importante ricorrere all’aiuto di linguisti e traduttori.

Ma perché, per il naming, delle volte ci si affida addirittura anche agli esperti di legge?

In effetti, non è così difficile, purtroppo, incorrere in controversie legali per una scelta troppo frettolosa e poco ponderata di un nome in ambito commerciale: basti pensare al caso della Fiat Gingo, che dovette subito riprendere il vecchio nome “Panda” a causa della forte assonanza con la Renault Twingo, per nulla gradita alla multinazionale francese.

Bisogna stare, perciò, molto attenti nella scelta dei nomi di prodotti e servizi, perché se nei casi migliori ci si becca solo qualche critica, sfottò e battute di spirito, in quelli peggiori (e non sono episodi rari) ci si può anche trovare immischiati in lunghe e dispendiose battaglie legali, con conseguenze negative per l’azienda, che perde in immagine e credibilità ma anche e soprattutto economicamente, vedendosi poi costretta a rifare tutto daccapo (brochures, gadgets, campagne pubblicitarie, insegne, confezioni, ecc.). Un naming efficace, dunque, deve tener conto di aspetti linguistici, semantici e legali e deve conquistare il suo target con trovate originali e attraenti, che funzionino in tutte le lingue e in tutte le culture.

Questo vale, ovviamente, per le grandi aziende e le multinazionali ma anche, a differenza di quanto spesso si crede, per quelle più piccole, con un mercato prevalentemente locale. I piccoli imprenditori, infatti, spesso sottovalutano la potenza, positiva o negativa, del nome ma tante volte è anche da quello che dipende il loro maggiore o minore successo commerciale. Investire nel naming, dunque, conviene e paga, tanto per le piccole quanto per le grandi imprese. Il naming, inoltre, non riguarda solo prodotti e servizi ma anche domini web: pure per questi ultimi, infatti, vale lo stesso discorso e bisogna essere attenti e oculati, dunque, nella loro scelta, onde evitare fraintendimenti, brutte figure o, peggio, problemi lagali. Dietro un nome vincente ed efficace, dunque, non c’è semplicemente fortuna; al contrario, spesso c’è un lungo lavoro di svariati professionisti, fatto di diversi tentativi, test, studi e analisi approfondite.

Non è magia: solo tanta bravura, colpi di genio, competenza e abilità..

Submit a Comment

Posted By